In molte valli alpine si racconta la stessa storia da generazioni: nelle notti di luna piena il sonno si allontana, gli animali si agitano, i bambini piangono più spesso, gli anziani restano svegli più a lungo. La stessa credenza attraversa culture lontane tra loro, dal folklore europeo alle tradizioni rurali di altri continenti, dove la luna piena è da sempre associata a comportamenti imprevedibili e notti insonni, fino alle leggende del licantropo. Per secoli è stata soltanto superstizione contadina. Oggi la chimica del sonno umano suggerisce che dietro il mito si nasconda qualcosa di reale. Anche il lessico conserva questa memoria: l'italiano lunatico e l'inglese lunacy derivano dal latino luna, testimonianza di quanto a lungo l'umanità abbia associato il satellite naturale a stati d'animo mutevoli.